Alaska e marijuana legale: facciamo chiarezza

cosegna a domicilio marijuana light in alaska

Modificato il: 25/02/2020

In Alaska la marijuana è legale. Approfondiamo i dettagli sull’acquisto, la vendita e le consegne a domicilio della cannabis legale in questo Paese.


In Italia, grazie al nostro servizio di consegna di cannabis legale a Milano, è possibile ricevere questo prodotto a domicilio.

Ma cosa succede negli altri Stati del mondo? Oggi analizziamo la situazione dell’Alaska.

Alaska e marijuana legale: guadagni e possibilità

Il lungo processo di decriminalizzazione della marijuana in Alaska è iniziato nel lontano 1975: a proposito sono state svolte moltissime battaglie legali in modo da garantire a tutti gli interessati il fondamentale diritto al consumo della cannabis.

La battaglia è durata moltissimi anni e la legalità per un uso esplicitamente ricreativo è stata approvata nel 2014 a seguito dell’iniziativa denominata Ballot.

Da allora in tutto lo Stato il consumo della cannabis è aumentato considerevolmente e attualmente è possibile anche avvalersi di una vasta gamma di servizi utili per lo scopo, come la consegna di marijuana a domicilio.

Attualmente, in effetti, si tratta di ciò che possiamo considerare come un vero e proprio business che di anno in anno portano allo Stato dell’Alaska dei concreti guadagni.

Basti pensare che lo Stato dell’Alaska ha raccolto ben 80.000 dollari soltanto nel primo mese di vendita della cannabis.

I germogli di cannabis sono tassati a 50 dollari per pezzo e gli steli e le foglie a 15 dollari per pezzo.

Dei prezzi, che effettivamente ci sembrano abbastanza alti rispetto a quelli italiani, sono invece parte di quello che possiamo considerare come un giro d’affari non da poco.

Lo Stato dell’Alaska, difatti, ha riportato delle entrate fiscali dalla marijuana per l’anno fiscale 2017 pari a 1,745,767 dollari (solo per quanto riguarda i coltivatori per la vendita non al dettaglio).

A dicembre 2016 e gennaio 2017 sono state segnalate persino delle carenze di approvvigionamento, che hanno costretto molti negozi di cannabis a cessare temporaneamente le attività fino a quando l’inventario non è stato ripristinato.

La domanda per la marijuana nello Stato dell’Alaska, difatti, si è sin da subito dimostrata alta.

Nel gennaio 2017, è stata proposta una legge che vieta ai negozi di cannabis di effettuare degli sconti ai militari in servizio attivo, ai quali la politica federale proibisce di consumare sostanze come la marijuana.

Tuttavia, si tratta di una limitazione che potrebbe cessare, in quanto i militari in servizio attivo hanno comunque la possibilità di consumare delle sostanze stupefacenti, come l’alcol.

Al giorno d’oggi l’Alaska rappresenta il terzo Stato degli USA ad aver legalizzato la marijuana completamente e non aver proceduto unicamente alla sua decriminalizzazione (in quanto si tratta di due processi estremamente differenti per quanto riguarda proprio il loro aspetto giuridico).

Cannabis legale in Alaska: un po’ di storia

La consegna della marijuana legale a domicilio non è sempre stata possibile in questo Stato e, come accennato precedentemente, il percorso compiuto è stato abbastanza lungo e ricco d’insidie.

Il tutto è iniziato il 16 maggio del 1975, quando in Alaska si sollevarono vari movimenti che portarono alla depenalizzazione della cannabis.

Tale depenalizzazione avvenne anche in seguito a una legge stando alla quale tutti coloro che possedevano la cannabis dovevano essere multati per un totale di 100 dollari.

Nello stesso anno in Alaska venne affermata la cosiddetta Sentenza di Ravin. Quest’ultima fu una decisione del 1975 della Corte Suprema dell’Alaska, che manteneva il diritto alla privacy espresso dalla Costituzione dell’Alaska proteggendo il diritto di un adulto di usare e possedere una piccola quantità di marijuana in casa per uso personale.

La Corte Suprema dell’Alaska divenne così la prima e unica corte statale o federale ad annunciare il diritto alla privacy costituzionale che proteggesse un certo livello di uso di cannabis.

Al tempo si trattò di una decisione all’avanguardia: pochi altri Stati a livello mondiale poterono manifestare lo stesso grado di modernità.

La completa legalizzazione dell’erba in Alaska ha attraversato anche il periodo del 1982.

In seguito alla sentenza di Ravin, la legislatura dell’Alaska ha depenalizzato il possesso della cannabis fino a un massimo di ben 115 grammi da consumare in casa oppure fuori dalla stessa.

Dinnanzi a tutti i consumatori di cannabis in Alaska si aprivano così numerose possibilità.

Da qui si è giunti all’anno 1990, quando secondo molti fu fatto un notevole passo indietro in tema di decriminalizzazione della marijuana in Alaska.

In quest’anno venne creato il provvedimento Alaska Measure 1 o Alaska Marijuana Criminalization Initiative.

Si tratto di una misura abbastanza malvista da vari gruppi di persone. Stando a quest’iniziativa, bisognava cambiare le leggi in materia facendo sì che tutto il possesso di marijuana fosse reso criminale, con le possibili sanzioni fino a ben 90 giorni di carcere oppure penalizzando i consumatori con una multa pari a 1000 dollari.

Il provvedimento fu in vigore per ben 13 anni e venne eliminato completamento nel 2003 tramite il caso di Noy Vs State of Alaska.

La marijuana in Alaska dal caso Noy VS State

Si tratta di un caso deciso dalla Corte d’appello dell’Alaska nel 2003. David S. Noy ​​è stato condannato per possesso di meno di 200 grammi di marijuana da una giuria.

Tuttavia, nel 1975, la Corte Suprema dell’Alaska governò dichiarò che chi possiede meno di 113 grammi di marijuana nella propria casa è protetto dalla clausola sulla privacy della Costituzione dell’Alaska.

La quantità di marijuana posseduta da David S. Noy, tuttavia, era oltre i 113 grammi e venne svolto un intero processo secondo cui la privacy veniva estesa non solo ai 113 grammi, ma anche al resto della canapa posseduta.

Così, la Corte d’Appello dell’Alaska annullò la condanna di David Noy colpendo una parte della legge che criminalizzava il possesso di cannabis.

In seguito vennero svolte altre battaglie che, però, non diedero i risultati sperati tant’è che nel 2006 venne svolto un ulteriore passo verso la re-criminalizzazione.

Difatti, il legislatore dell’Alaska approvò una nuova legge che rendeva il possesso di pochi grammi un reato punibile fino a 90 giorni di carcere. E il possesso di 100 o più grammi veniva reso un reato di omissione punibile fino a un anno di carcere.

Inoltre il possesso di oltre 240 grammi venne reso un crimine.

Il provvedimento fu presentato dal governatore Frank Murkowski e sin da subito incontrò numerose critiche. Si capiva, insomma, che era destinato a cadere molto presto, in quanto andava contro ai diritti basilari delle persone, tra cui anche quella alla privacy.

Così si giunse finalmente all’anno della legalizzazione (il 2014).

In quest’anno venne presentato il provvedimento Alaska Measure 2, una misura di successo del 2014 descritta come un atto per tassare e regolamentare la produzione, la vendita e l’uso di marijuana in Alaska.

Il provvedimento è entrato in vigore il 24 febbraio 2015, consentendo ai cittadini di 21 anni e oltre di possedere fino a sei piante e diversi grammi di marijuana, rendendo l’Alaska il terzo Stato degli USA ad aver legalizzato il consumo di cannabis, seguendo così Colorado e Washington (a proposito, leggi il seguente articolo “A Washington si consegna marijuana a domicilio?“).

Gli Stati di Oregon e Alaska hanno entrambi votato per la legalizzazione della marijuana nel giorno delle elezioni del 2014, ma l’Alaska ha preceduto l’Oregon nell’attuare la loro legislazione. Per questo l’Oregon viene considerato il 4° Stato ad aver effettuato la legalizzazione.

Il primato dell’Alaska: il consumo nel negozio di vendita

L’Alaska è ufficialmente il primo Stato degli USA a legalizzare il consumo di marijuana in loco presso i negozi di cannabis, grazie al via del Governatore Kevin Meyer.

Questo significa che oltre ad acquistare la marijuana, si può anche consumarla direttamente presso il negozio di rivendita senza che ci siano problemi di alcun genere.

La politica federale consente comunque ai governi locali di vietare l’uso in loco a titolo definitivo o di stringere restrizioni, ad esempio limitando il consumo alla sola vaporizzazione.

Tutte le informazioni sul consumo della marijuana in Alaska

cannabis legale in alaska

I negozi di marijuana sono stati aperti in molte comunità dell’Alaska, da Fairbanks a Anchorage, Juneau e Sitka.

Bisogna comunque avere con sé un documento d’identità, perché la legge dell’Alaska richiede alle imprese di controllare un qualsiasi acquirente.

Ogni negozio è un po’ diverso dall’altro, ma c’è sempre un commesso che aiuta i clienti a scegliere la tipologia di cannabis perfetta.

Ecco inoltre altre informazioni che ti saranno utili se hai intenzione di partire in Alaska e consumare marijuana:

  • Si può annusare e guardare il prodotto, ma non toccarlo.
  • La maggior parte dei negozi ha i menù correnti online.
  • I prezzi per grammi generalmente vanno da 12 a 20 dollari e il pagamento è da svolgere unicamente in contati, sebbene alcuni negozi abbiano comunque i bancomat.
  • Lo Stato non tiene traccia delle informazioni sui clienti, ma alcuni negozi chiedono nomi e altre informazioni per il proprio sistema di vendita.
  • Guidare sotto l’effetto della marijuana è severamente vietato, in quanto si tratta comunque di una sostanza in grado d’influire sulle percezioni.
  • Per quanto riguarda il suo trasporto, non vi è alcuna legge dello Stato a descrivere il modo di trasporto della marijuana nel veicolo. Meglio comunque trasportare questa sostanza nel bagagliaio dell’auto (e non consumarla prima di guidare).
  • Il consumo pubblico non è consentito dalla legge dell’Alaska: se si viene sorpresi a fumare la marijuana in pubblico, si possono incorrere in delle salatissime multe. Come in altri stati, i turisti affrontano un enigma: se non si può fumare in pubblico, ma non si ha una casa, dove si può fumare legalmente? Beh, come hai potuto leggere in precedenza, puoi fumarla nei negozi di vendita. Inoltre è possibile fumare nelle stanze degli alberghi, in quanto le camere degli hotel sono considerate proprietà private e le regole locali in ogni città determinano cosa è permesso e cosa, invece, no. Molti hotel hanno delle politiche anti-fumo, quindi fumare marijuana in questi è vietato. D’altro canto vi sono comunque moltissimi ostelli e hotel in cui, invece, è ammesso consumarla. In questo caso è persino possibile ordinare la marijuana e riceverla a domicilio.
  • L’Alaska ospita 54 milioni di acri di parchi e riserve federali. Ma non è permesso trasportare e usare la marijuana su queste enormi distese di terra. Se si viene sorpresi a fumare la marijuana in questi luoghi si rischia di essere portati in tribunale. Finora i casi simili sono stati molto rari, ma ci sono comunque stati.

In ogni caso, le leggi sulla marijuana sono in continua evoluzione. Anche in Italia molti sperano nella legalizzazione di questo prodotto: in questo modo le organizzazioni criminali e la mafia perderebbero il monopolio di questo commercio, e i consumatori potrebbero acquistare un prodotto molto più sicuro.

Per il momento, nel nostro Paese, è comunque possibile acquistare cannabis light e riceverla a domicilio. Approfittane subito su legaldelivery.it!