Ciò che devi sapere su THCP e cannabis

THCP cannabis

Pubblicato il: 03/02/2020

THCP e Cannabis: si tratta davvero di THC potenziato? Facciamo chiarezza.


Sappiamo che è possibile ordinare marijuana light a Milano e riceverla a domicilio. E sappiamo che, al contrario della cannabis tradizionale, si tratta di un prodotto poverissimo di THC, cannabinoide psicotropo, e ricco di CBD, non psicotropo e altamente benefico per l’organismo.

Quel che non conosciamo sono i dettagli su numerosi altri principi attivi presenti nella cannabis, in quanto se ne contano oltre 500. Uno di questi è il THCP, recentemente scoperto da alcuni ricercatori italiani.

Il THCP (TetraHydroCannabiPhorol) è stato scoperto analizzando una varietà di cannabis medica coltivata in Italia, ovvero la FM2 fornita dallo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze.

THCP scoperta su FM2 stabilimento chimico farmaceutico militare

Tale scoperta è davvero sorprendente. Vediamo, nei prossimi paragrafi, perché.

Cosa afferma lo studio sul THCP condotto dai ricercatori italiani

Lo studio sul THCP, pubblicato nella rivista Nature, sarebbe una scoperta piuttosto banale se non fosse che possieda una struttura quasi identica al THC, ma è 33 volte più potente. Inoltre interagisce con le stesse aree del sistema endocannabinoide del nostro cervello.

Ciò che la ricerca scientifica ha dimostrato negli ultimi decenni è che ci sono oltre 150 fitocannabinoidi presenti in natura nella pianta di Cannabis, ma la maggior parte non è stata ancora completamente isolata dai ricercatori o comunque non è stata precisamente classificata.

Tra quelli noti sono il CBD e il THC a ricevere maggiori attenzioni sia dagli studiosi che dagli appassionati di cannabis. Il CBD (cannabidiolo) presenta infatti numerosi effetti benefici tra cui quelli antidolorifici, antiemetici e anticonvulsivanti.

Il THC (tetraidrocannabinolo) è invece il principio psicoattivo della cannabis, che determina stati d’euforia ma interagisce anche in altri modi con il nostro cervello, per esempio rilassando i muscoli.

Entrambi sono presenti nella cannabis terapeutica, nella cannabis illegale e nella marijuana light. Se le prime due hanno tendenzialmente alte concentrazioni di THC, la versione “light” presenta invece bassissime percentuali di THC (al massimo 0,5%) ed elevate quantità di CBD.

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Ogni varietà di cannabis (dalla Gorilla Glue alla White Widow, dalla Lemon Haze alla Mango Kush e tante altre ancora) presenta però degli effetti unici. E probabilmente è il THCP uno dei motivi per cui gli effetti dei diversi ceppi di cannabis variano in misura così evidente.

È per questo motivo che è molto importante condurre un accurato profilo chimico della cannabis e delle sue applicazioni attraverso un’indagine e uno studio approfonditi, soprattutto quando si tratta di potenziali usi per i fitocannabinoidi in essa contenuti.

ricerca sulla scoperta del THCP cannabis

Lo svolgimento della ricerca riguardo il THCP, fitocannabinoide della Canapa Sativa L.

Pur essendo una nuova scoperta, il THCP è stato isolato con successo dai ricercatori, permettendo loro di classificarlo e perfino di riprodurlo artificialmente.

Come ti abbiamo anticipato, il team ha utilizzato un ceppo italiano di cannabis chiamato FM2, che aveva una concentrazione particolarmente bassa di THC, intorno al 3,9%.

Nel corso dello studio, i ricercatori hanno testato la capacità del THCP di legarsi ai recettori dei cannabinoidi CB1 e CB2. È stato scoperto che questo fitocannabinoide si lega con successo ai recettori CB1 ad una velocità 33 volte superiore del THC, così come si lega ai recettori CB2 ad una velocità sei volte superiore del THC.

Considerati questi risultati sembra che il THCP sia il cannabinoide naturale più potente ad oggi noto.

I test però sono stati svolti solo sui topi, quindi è necessario attendere qualche tempo prima di avere risposte certe riguardo gli effetti del THCP sul cervello umano e sul suo impiego in ambito medico. Sono necessari ulteriori studi e sperimentazioni per poter affermare o smentire le potenzialità terapeutiche del THCP.

Inoltre è da evidenziare come la ricerca sia stata condotta sulla cannabis medica, che presenta concentrazioni di THC superiori al 3%.

Dunque non è ancora chiaro quali siano le percentuali di THCP presenti nella cannabis light e se il cannabinoide provochi qualche effetto in seguito all’assunzione della marijuana depotenziata.

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Non solo THCP: i ricercatori italiani hanno scoperto anche il CBDP, cannabinoide simile al CBD.

I ricercatori italiani hanno scoperto anche il fitocannabinoide più vicino al CBD, noto come CBDP o Cannabidipurol, anche se al momento non sono riusciti a testarlo in maniera approfondita sui topi.

Per questo motivo gli effetti del CBDP sono ancora ignoti, ma possiamo ipotizzare che possa essere un’alternativa più forte del CBD. In ogni caso ci sono diversi studi in corso dedicati al tipo di attività farmacologica e alle proprietà fisiologiche del CBDP.

Lo studio fa parte di un progetto chiamato UNIHEMP (Use of Industrial Hemp biomass for Energy and new Biochemicals Production) finanziato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale.

Siamo quindi molto soddisfatti dai risultati ottenuti dai ricercatori italiani e per il momento ci accontentiamo della scoperta del THCP, sperando che gli studi futuri affermino che possa essere applicato in ambito farmacologico!